{"id":77,"date":"2011-06-12T09:06:57","date_gmt":"2011-06-12T09:06:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrotkit.it\/?p=77"},"modified":"2025-02-26T21:00:42","modified_gmt":"2025-02-26T21:00:42","slug":"considerazioni-sui-nidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrotkit.it\/?p=77","title":{"rendered":"Considerazioni sui nidi"},"content":{"rendered":"\n<p>Allevo psittacidi da molti anni ed ho riprodotto diverse specie, quello che ho appreso negli anni sono alcune considerazioni riguardo i nidi per pappagalli che volevo condividere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa quello andremo a trattare, non \u00e8 tanto come costruirli, ma quello che penso sia importante tenere presente per far si che un nido sia accettato dai nostri pappagalli.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo distinguere i pappagalli in due grandi categorie per capire di cosa necessitano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono i pappagalli di foresta e i pappagalli del deserto, rispettivamente di zone umide e ambienti aridi, queste due caratteristiche possono differenziare sia la costruzione, che il tipo di materiali da usare.<\/p>\n\n\n\n<p>In migliaia di anni di evoluzione, le specie che abitano la foresta pluviale, si sono adattate a questo ambiente caratterizzato da caldo afoso e dalla pioggia che cade praticamente ogni giorno, anche il nido dunque deve essere in grado di mantenere calore e umidit\u00e0, gli alberi marcescenti che caratterizzano la maggior parte dei siti di nidificazione sono costituiti da uno strato di legno molto alto sul fondo, che evaporando di continuo, trasmette l&#8217;umidit\u00e0 necessaria alla schiusa, questa particolarit\u00e0 bisogna mantenerla se vogliamo che la schiusa sia garantita, il nido sar\u00e0 in questo caso con pareti di spessore grosso almeno 2 cm, anche le forme ad L sono pi\u00f9 adatte a trattenere l&#8217;umidit\u00e0 in quanto il foro d&#8217;ingresso essendo spostato ne limita la fuoriuscita, gli alberi caduti o marcescenti non sono in posizione eretta, quindi anche le forme orizzontali sono come dire, pi\u00f9 naturali, i corridoi di ingresso ad esempio imitano perfettamente il tronco caduto o appoggiato ad un altro albero, i doppi fondi possono trattenere pi\u00f9 umidit\u00e0 ed altri accorgimenti come inserire dei rametti di salice fresco, che saranno ridotti in truciolo dai pappagalli stessi o una manciata di sale grosso tra il doppio fondo ed il fondo, assorbe e trattiene umidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho provato ad usare la torba, sia naturale, scavando dentro grossi salici &nbsp;che quella acquistata in consorzi agrari, non ho avuto risultati positivi, si secca velocemente e pu\u00f2 causare irritazione agli occhi dei nidiacei, specialmente quest\u2019 ultima, credo per qualche sostanza o additivo aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p>I nidi con tunnel d\u2019 ingresso ad L rovesciata, possono imitare i nidi di termitai arboricoli che in natura sono usati da alcune specie di conuri, garantiscono riservatezza, umidit\u00e0 e calore, sono molto spesso usati da parrocchetti e amazzoni, il tunnel inoltre, serve ai giovani una volta involati, come ricovero notturno mentre i genitori sono impegnati a svezzare un\u2019 altra covata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le zone aride, desertiche o savane, hanno le caratteristiche opposte chiaramente, costruire un nido per questi uccelli diventa pi\u00f9 facile in quanto si possono usare materiali pi\u00f9 sottili, l&#8217;evoluzione degli uccelli che abitano queste zone si sono adattati a tali condizioni climatiche e sanno sfruttarle al meglio, amano covare sulla tavola nuda senza substrato, tenete presente che questi animali &#8220;portano&#8221; l&#8217;acqua all&#8217;interno, sar\u00e0 nostra cura dunque non far mancare loro la possibilit\u00e0 di bagnarsi, lasciare ad esempio un calopsitte senza vaschetta del bagno \u00e8 un grosso errore, entrambi i genitori in questo caso, andranno a bagnare le piume del petto e adagiandosi sulle uova trasmettono direttamente l&#8217;umidit\u00e0 necessaria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"\" alt=\"http:\/\/www.parrotkit.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSCN4109-300x225.jpg\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrotkit.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSCN4109.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il fondo di questi nidi sar\u00e0 incavato, una depressione di circa 2cm servir\u00e0 a tenere raccolte le uova, in natura non esistono tavole levigate, ma normalmente usano nidi di picchi o cavit\u00e0 naturali, modificate da loro stessi, finiscono ad U, lasciare il fondo piatto e nudo \u00e8 un grosso errore, le uova finiranno negli angoli, con conseguenze che possiamo immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi semplici accorgimenti che analizzando le varie specie che abbiamo possiamo facilmente creare, non ci fanno fare degli errori banali che compromettono la covata.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri particolari che sono in entrambi i casi validi sono:<\/p>\n\n\n\n<p>Il nido deve essere solido, fissato saldamente, accessibile e sicuro da predatori, posizionato il pi\u00f9 in alto possibile, mimetizzato, in un posto tranquillo,.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la coppia riproduttrice si abitua ad una tipologia di nido, ma viene tolto per farla riposare<a href=\"http:\/\/www.parrotkit.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSCN5586.jpg\"><\/a>, bisogna rimettere sempre lo stesso nido la stagione successiva, i pappagalli sono molto intelligenti e capiscono che quel sito di nidificazione \u00e8 sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La pratica di prelevare i piccoli per allevare a mano, sar\u00e0 vista come una \u201cpredazione\u201d, questo comporta un danno spesso irreparabile per le future riproduzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le specie problematiche, quelle che fanno fatica a riprodursi, mettere pi\u00f9 nidi e di varie forme pu\u00f2 fare la differenza, anche le doppie entrate a volte sono molto importanti, se una coppia rosicchia un angolo creando una seconda via di fuga, questo perch\u00e9 in natura pu\u00f2 succedere che entri un serpente arboricolo, ecco che hanno la possibilit\u00e0 di salvarsi, non facciamo l&#8217;errore di tappare il buco, lo rifarebbero, anche se modificano il foro d&#8217;entrata \u00e8 segno che lo gradiscono cos\u00ec.<br>Per altre specie come i parrocchetti dal collare o altri psittacula, per stimolarli alla riproduzione sar\u00e0 sufficiente tappare il foro d\u2019 ingresso con una tavoletta lasciando una fessura di 1 cm. , ben presto la curiosit\u00e0 e lo stimolo a rosicchiare risulteranno fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dotare i nidi di riscaldatori pu\u00f2 rivelarsi molto utile in caso di riproduzione nei mesi invernali o comunque in periodi molto umidi e piovosi, mentre per le riproduzioni in mesi particolarmente caldi, risulta utile praticare precedentemente un foro con una griglia all\u2019 interno in modo da aprire e far circolare l\u2019aria all\u2019 interno, in questo modo evitiamo anche il proliferare di muffe e batteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Se una coppia in et\u00e0 riproduttiva non gradisce un nido, dovremmo provare a cambiare posizione o tipo di nido, se invece una coppia riproduce con successo, in caso venga ceduta, sar\u00e0 necessario spostarla con il loro nido.<\/p>\n\n\n\n<p>Testo e foto<em> Attilio Casagrande.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allevo psittacidi da molti anni ed ho riprodotto diverse specie, quello che ho appreso negli anni sono alcune considerazioni riguardo i nidi per pappagalli che volevo condividere. 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